Il Teatro della città Jato

Il Teatro della città Jato

Fu costruito alla fine del IV secolo a.C, nell’ambito della ristrutturazione della città in età ellenistica: rispecchia come modello il teatro di Dionisio ad Atene ed ha una capienza di circa 4.400 persone. La cavea era composta da 35 gradinate, suddivise da due ambulacri intermedi. Le tre gradinate inferiori, di cui la terza fornita di schienali, servivano da poedria, erano cioè i posti d’onore riservati a magistrati e sacerdoti: un abulacro retrostante separa questa zona dal resto della cavea, suddivisa in 7 settori (cunei) serviti da 8 scalinate radiali.

Un secondo ambulacro permetteva l’accesso ai posti della cavea (summa cavea), purtroppo non conservata. Le ali laterali della cavea, vicine agli analemmata (muri di sostegno esterni della cavea), sono diritte. Il muro dell’analemma occidentale è uno spendido esempio di bella tecnica a secco, utilizzata in molte costruzioni della cittá.

L’edificio è ben conservato anche se subí, nel corso dei secoli, numerose ristrutturazioni, di cui la prima verso il 200 a.C. e l’ultima nei primi decenni del I secolo a.C., nel corso degli scavi si raccolsero numerose tegole con bollo indicante la loro pertinenza all’edificio teatrale. Furono inoltre rinvenute quattro grandi statue raffiguranti menadi e satiri, seguaci di Dionisio, dio del teatro, relative alla decorazione dell’edificio scenico originale. In età tardo-imperiale una casa fu addossata all’esterno del portico dell’edificio scenico e successivamente, in età sveva sulla cavea fu costruito un quartiere di abitazioni.