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| Dislivello | Durata | Distanza | Difficolta | Parcheggio |
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270 |
1:00 |
2,2 |
Media |
SP 34 |
Percorso facile con breve tratto su terreno scosceso. Si articola su strada campestre forestale e antica mulattiera medievale.
Percorso facile con breve tratto su terrenoscosceso. Si articola su strada campestre forestale e antica mulattiera medievale. Suggestivo accesso medievale all'antica Jato. Il percorso si svolge peruna prima parte in area forestale, poi verso il fianco Nord di Monte Jato, inerpicandosi per l'antica mulattiera. Una parte, scavata nella roccia (passaggio di pietra) si insinua tra due pareti, nascondendosi alla Valle. Giunti all'area archeologica si accede per quella che era la porta orientale della cittá, tra i segni di due torri.
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| 340 |
1:15 |
2,4 |
Facile |
San Giuseppe Jato Via Cimitero vecchio |
Percorso facile su mulattiera in area forestale ed in campo aperto nell'area della citta.
Era una delle salite dal paese a Monte Jato, la cui sommitá, dopo la distruzione della cittá antica, divenne zona di coltivazione e di pascolo. La mulattiera ha inizio dal Cimitero Vecchio, accanto al quale si trova la chiesa della Madonna del Carmelo. Si procede a zig-zag all'interno di un'area rimboschita a pini. A metá del percorso si incrocia il raccordo per la "Scala di Ferro". Proseguendo si giunge ad un pianoro dove la pineta si infoltisce. Attraversandolo si raggiunge l'Antica Jato. Sulla destra del pianoro uno sperone roccioso che chiude ad Ovest l'area archeologica. Si possono notare le tracce delle mura.
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330 |
0:55 |
2,0 |
Facile |
San Cipirello Via Roma angolo Via Mazzini |
Percorso facile su sentiero ed in campo aperto nell'area della cittá antica.
Cosí chiamato perché parte da una casermetta dei carabinieri oggi trasformata in stalla. Il primo tratto su terreno aperto, è comune a quello del percorso del Santuario di San Cosmo. Arrivati alla roccia denominata "Vauso 'á morte" (percorso n°4) il percorso si divide. quello dei Militi, piuttosto ripido, prosegue in linea retta fino all'area archeologica, penetrandovi dai bastioni della mura Sud-occidetali dove, in tempi piú recenti i contadini avevano collocato un aia.
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320 |
1:10 |
2,5 |
Difficile |
San Cipirello Via Roma angolo Via Mazzini |
Da San Cipirello si svolge a mezza costa sul versante Sud di Monte Jato, sull'antica mulattiera oggi in parte franata. Dopo il "Vauso 'a morte" (cosí chiamato perché vi si appoggiavano le casse che venivano portate a spalla al Santuario per la sepoltura), si passa davanti alla Grotta del Tauro, usata come rifugio dai pastori, e si prosegue traversando diversi valloni e raggiungendo un grande abbeveratoio, oggi parzialmente interrato. Da qui, dopo un ulteriore breve tratto, il sentiero scende verso il Santuario di San Cosmo, abbandonato definitivamente negli anni '50 ed oggi in rovina. La parte centrale, quella della chiesetta, è completamente crollata. Si puó ancora vedere l'altare con i resti di un affresco. Alle sue spalle un vano angusto con una piccola sorgente con stillicidio d'acqua. Sul pavimento della chiesa numerose aperture, ora scoperchiate, da cui si accedeva alle sepolture.
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110 |
0:30 |
0,5 |
Facile |
San Giuseppe Jato Via Roma |
Percorso facile su mulattiera forestale.
Il percorso sale sul versante Ovest di Monte Jato, attraversando un area forestale a pineta. La grotta è costituita da un' ampia cavitá di crollo, usata un tempo come ovile. Una piccola sorgente consente la crescita di capelvenere. Dalla Grotta vista sulla Valle e sul lago Poma.
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250 |
3:45 |
6,5 |
Media |
SP 20 Loc Giacalone o Feotto |
Traversata di media difficoltá su strada sterrata e sentiero.
Era uno dei principali accessi da Palermo alla Valle dello Jato. Il percorso, tratto della Regia Trazzera che collegava Palermo a Mazzara, si svolge per un primo tratto in salita. Sono evidenti i muri a secco che la delimitavano, con un'ampiezza di 36 metri in alcuni tratti. Si traversa, tra i residui boschi di lecci, l'area della riserva Reale Borbonica di Renda e si giunge al punto piú alto del percorso, Portella Busino. Qui si incrocia il Sentiero Italia, che procede a sinistra verso piana degli Albanesi. Superando la portella, sulla destra sono visibili i resti di un'aia e di un pagliaio. Il percorso scende lasciando a sinistra la stradella che porta alla Masseria Brivatura col suo antico abbeveratoio. Si prosegue, lasciando sulla destra le case Zerbi, per una zona ricca d'acqua. Queste si incanalano in un torrentello fra i salici nei pressi della Masseria Cannavera. Il percorso volge a sinistra e si restringe immettendosi nel ripido Vallone della Procura. Dopo aver oltrepassato i resti di una torre di avvistamento si segue per un tratto il torrente e ci si immette in quella che è propriamente denominata "Scala della Corte". Questa, scavata nella roccia, conduce alla Masseria della Procura. I suoi resti si ergono su una roccia di travertino, ricchissima di fossili, all'uscita del vallone. La Regia Trazzera continua a scendere fino alla Schiena di Feotto (parcheggio Feotto) e si puó, per chi volesse rientrare a Giacalone in autobus, raggiungere San Giuseppe Jato per un altro tratto di Regia Trazzera, oggi asfaltata.
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100 |
0:45 |
2,5 |
Facile |
Zona Chiusa |
Percorso facile su sentiero battuto e stradella sterrata.
Si parte dalla Masseria Chiusa e si scende fra i campi verso la settecentesca Cartiera. Da qui si prosegue lungo il canale d'acqua fino al Mulino della Chiusa. Il percorso ad anello consente di rientrare seguendo il Fosso della Procura.
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350 |
1:20 |
2,2 |
Impegantivo |
Zona Chiusa |
Percorso impegnativo su antica mulattiera per escursionisti esperti.
Partendo dalla Masseria Chiusa, prima per strada bianca, poi lungo il percorso dell'acquedotto, si raggiunge l'attacco del sentiero. Questo sale ripido per poi seguire le antiche rampe di pietra della vecchia mulattiera. Si raggiunge un residuo boschetto di querce, da cui si gode di una bella vista sul feudo della Chiusa e sulla Valle. Da qui il sentiero conduce ai piedi della Grotta Mirabella. Per accedervi si deve superare un passaggio piuttosto impegnativo. entrando, sulla sinistra 10 figure risalenti ad epoca preistorica.
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500 |
2:10 |
4,0 |
Impegnativo |
Zona Chiusa |
Percorso impegnativo su antica mulattiera per escursionisti esperti.
La prima parte segue lo stesso percorso di Grotta Mirabella. Lasciando sulla sinistra il sentiero per la grotta, si segue l'antica mulattiera raggiungendo la Vuscaggiera , boscaglia, residuo dei fitti boschi di querce che un tempo coprivano il Mirabella. Continuando si raggiungono, traversando una piccola sella le Creste del Mirabella (1.030 mt) e, per una mulattiera forestale, si scende a "Zotta 'i chianti", dove si trova un abbeveratoio. Seguendo le creste è possibile raggiungere Pizzo Mirabella, con i resti di un antico dammuso svevo.
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120 |
1:30 |
3,5 |
Facile |
Zona Chiusa |
Percorso facile su stradella sterrata e sentiero.
Il percorso prende avvio dalla Masseria della Chiusa per una strada sterrata che costeggia campi da poco rimboschiti a noci e ciliegi. Si raggiunge la base di una importante formazione di travertino ricca di fossili sulla cui sommitá sono i resti della Masseria della Procura, antico sito daziario dell'Arcivescovo di Monreale. Dalla Masseria della Procura, risalendo per un breve tratto il percorso della Regia Trazzera Cannavera e svoltando poi a destra un sentiero porta ad un torrente ricco d'acque anche durante il periodo estivo. Si procede tra i campi e le falde di Monte Dammusi fino alla chiesetta della Madonna della Provvidenza, meta di una processione annuale. Rientro alla Chiusa per una pista che segue l'acquedotto lungo la Schiena Feotto.
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550 |
1:45 |
2,8 |
Medio |
Zona Dammusi |
Percorso di media difficoltá su mulattiera forestale.
Percorso panoramico sulla Valle dello Jato con arrivo alle Punte di Cuti dove si trovano formazioni spontanei di agrifogli. Torrente e cascatelle. Belle formazioni rocciose (pinnacoli). Si sale gradatamente in tornanti tra ginestre e alberi di leccio.
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550 |
2:00 |
3,0 |
Medio |
Zona Dammusi |
Percorso di media difficoltá su mulattiera forestale.
Si inerpica attraversando la profonda fenditura di Valle della Lupa, sul lato Nord di Monte Signora, ricongiungendosi al percorso di Valle Pomo e raggiungendo le residue formazioni spontanee di agrifogli sul versante settentrionale delle Punte di Cuti.
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70 |
0:30 |
0,7 |
Facile |
Zona Dammusi |
Percorso facile su antica mulattiera forestale e terreno aperto.
Passeggiata piacevole che parte dalla piccola cappella in rovina, nei pressi della Masseria della Cannavera. Una mulattiera fiancheggiata da vecchi muri a secco conduce fino ad una prima selletta, continuando su terreno aperto si raggiunge una seconda piú ampia sella. Discendendo sulla sinistra si incontra la Grotta 'u Rannu, interessante cavitá usata dai pastori. Pare che il suo nome derivi da una pianta, la scabiosa cretica, detta appunta "rannu", che i contadini usavano per curare la scabbia.
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100 |
1:30 |
3,9 |
Facile |
Zona Portella della Ginestra |
Traversata facile su pista forestale.
Il percorso riprende una parte del tracciato della Via Mazarie, che collegava Palermo a Mazzara del Vallo attraverso Altofonte, nel tratto denominato "Scala della Targia". Partendo da un abbeveratoio si percorre, attraverso il bosco di Strasatto l'odierna strada forestale che ha in parte ripreso l'antico tracciato. Si sale fino a Piano Fratantoni da cui, a sinistra si diparte il percorso delle Neviere. Da qui si inizia a scendere verso Portella della Ginestra, luogo dell'eccidio del 1° Maggio 1947 ad opera della banda Giuliano. Si costeggia il Maja Pelavet (in albanese montagna delle Giovenche) e sulla destra il piccolo Cozzo Valanca. Da qui, l'antico tracciato della Via Mazarie proseguiva, secondo quanto riportato da una carta del 1712, per Portella di Monte Pagnocco (vedi perc. n°16) per poi scendere verso la Valle del Belice.
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300 |
1:15 |
3,2 |
Medio |
Abbeveratorio Targia |
Percorso su pista e mulattiera forestale
Partendo dall'abbeveratoio della "Scala della Targia", si segue la strada forestale attraversando il bosco di Strasatto, fino a Piano Fratantoni. Da qui una mulattiera forestale sale a sinistra sul fianco delle Serre del Frassino, raggiungendo l'ampio Vallone delle Neviere. Queste erano costituite da mura circolari, in parte interrate, in cui veniva conservata la neve che riforniva, durante l'estate, le case nobiliari palermitane. Nel vallone i resti di due grandi caseggiati, dietro il piú alto, a circa 300 metri, un piano con i resti di una grande neviera. Il percorso sostituisce l'antica salita alle neviere, non identificato sul terreno.
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360 |
1:30 |
3,0 |
Medio |
Portella della Ginestra |
Percorso su stradella forestale e mulattiera .
Si segue il percorso della "Scala della Targia" fino all'abbeveratoio del Frassino, qui si imbocca sulla destra una mulattiera che raggiunge il Piano delle Neviere, ricongiungendosi al percorso n°15. Da Piano delle Neviere un sentiero conduce alla cima del Maja Pelavet attraverso una suggestiva sella fra la Valle dello Jato ed il lago di Piana degli Albanesi. Il percorso non è stato segnalato per lasciare integra la bellissima cima della montagna.
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430 |
1:40 |
2,6 |
Medio |
Piana degli Albanesi |
Percorso su stradella forestale e mulattiera .
Il percorso raggiunge attraverso una stradella il fianco della montagna inerpicandosi poi per una ripida mulattiera sino a Piano delle Neviere. Raggiungendo pio sul lato Nord della montagna un boschetto residuo di agrifogli, testimonianza del grande interesse botanico del luogo, oggi Riserva Naturale Integrale.
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100 |
1:00 |
2,8 |
Facile |
Portella della Ginestra |
Percorso facile su stradella forestale sterrata .
Alle spalle del Memoriale di Portella della Ginestra, attraversando un frutteto si scende fino a Case Coglitore, gia Case Inestra, con bellissimo abbeveratoio. Superata la SP 34 si sale per la strada vicinale Ginestra, in costante pendio, sino a Portella Pagnocco. Sulla sommitá di monte Pagnocco sono stati identificati i resti di un castello, non ancora indagati. Da qui si raggiungeva il Santuario di S. Cosmo, per un sentiero a mezza costa, al momento non praticabile. Questo era l'accesso al Santuario da Piana degli Albanesi e da Palermo.
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100 |
0:30 |
1,0 |
Facile |
Mulino del Principe |
Percorso facile su stradella sterrata .
La strada scende comodamente verso il Mulino del Principe che si trova a fondovalle, sul fiume Jato. L'edificio produttivo, uno dei meglio conservati, contiene ancora parte dei macchinari utilizzati per il suo funzionamento. Si segue il tracciato della saia, per un primo tratto su archi ogivali, che conduceva l'acqua al mulino. Folta vegetazione palustre.
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128 |
0:50 |
2,8 |
Facile |
Zona Quarto Mulino |
Percorso facile su stradella sterrata .
Si segue una strada sterrata che percorre la sommitá di una collina con ampia vista su uliveti e agrumeti. E' il territorio di contrada Giambascio, da sempre una delle zone piú intensamente coltivate, ancora oggi nota per le colture pregiate. Verso Nord le apre cime Mirabella e della Pizzuta, nel fondovalle, i resti del Mulino Jato. Il percorso raggiunge il mulino Giambascio di cui si puó vedere dall'alto la doppia condotta della saia che si giovava delle acque del vicino fiume Jato. Qui fu fermato per la prima volta Salvatore Giuliano che faceva contrabbando di pane fra Montelepre e Partinico, fu in quell'occasione che uccise una guardia e si diede alla latitanza.
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486 |
1:50 |
2,8 |
Medio |
Zona Masseria Signora |
Percorso su terreno aperto e antica mulattiera (percorso non segnalato)
Il suo nome deriverebbe, secondo una diceria popolare, da una Fiera degli spiriti che qui si terrebbe ogni sette anni. Dall'abbeveratoio della Masseria Signora si sale su terreno scosceso fino ad un secondo grande abbeveratoio e si raggiunge l'ampia sella Marzuso. Da qui un sentiero sul lato Nord della montagna della Fiera ne raggiunge la sommitá. In vetta tracce di un sito archeologico ed una bellissima vista sul Lago Pomo e sull'ampio Golfo di Castellammare.
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900 |
5:10 |
15,0 |
Facile |
SP 20 Loc Giacalone o Feotto |
Percorso su sentiero e stradella forestale senza particolari difficoltá.
Il "SentieroItalia" è unpercorso escursionistico a carattere nazionale (attraversa Sicilia e Sardegna risalendo tutta la penisola fino all'arcoalpino e giunge aTrieste) e, con i suoi 6.000 Km rappresenta la spina dorsale delsistema sentieristico italiano.
Questatappa cheparte dallaMasseria Dammusi risale la Valle sottostante Pizzo Aiello e Monte Dammusi tra antichi muri a secco, oggiinvasi dalla vegetazione. Ci si immette nella Regia Trazzeradella Cannavera (percorso n°6)esi attraversa un'area verde ricca d' acque,raggiungendole Case Brivatura, ancora fortunatamente attive, con un bell'abbeveratorio. Il percorso continua costeggiando Cozzo Businoe il Monte Matassaro Renna con bellissimi panorami sulla Cona d'Oro. Affiancando gli stupendi pinnacoli delle Creste Mirabella, per un folto boschetto di pinisiscende al Vallone della Chiusa. Da qui si superata la SP 20 si sale sino all'abbeveratoio della targia e attraversando ricchi pascoli si raggiunge Portella delGarrone (1.144 Mt.). Magnifica vista sullago di Piana degli Albanesi.Inizia la discesa, lasciando sulla destra l'ingresso della Grotta del Garrone, si raggiunge Piana degli Albanesi.
Tratta dalla cartografia AAPIT Palermo schede di visita "Percorsi storici e naturalistici della Vallo dello Jato" del Servizio di Cartografia Turistica e Documentazione Territoriale, autorizzazione n.3 del 21-10-03