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Categoria: Cronaca locale
Data pubblicazione
Scritto da Leandro Salvia
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LEANDRO SALVIA

SAN GIUSEPPE JATO. Patente sospesa per un anno: un automobilista jatino vince il ricorso contro la Prefettura. Nel luglio del 2008 venne fermato dai carabinieri e risultò positivo all'alcol test. Durante il controllo, il suo tasso alcolemico era infatti superiore a 1,5 grammi per litro. Gli fu così immediatamente tolta la patente.
Proprio in quei giorni entrava in vigore la legge che ha inasprito le sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza. Il verbale dei carabinieri venne trasmesso al prefetto, che dispose la sospensione provvisoria della patente per un anno. Così come prevede il codice della strada. Nei giorni scorsi, però, il giudice di pace di Monreale ha accolto il ricorso del giovane automobilista difeso dall'avvocato Francesco Miceli, del foro di Palermo. La motivazione, destinata a diventare un precedente, è tutta contenuta nella sentenza emessa dal giudice Antonino Galatolo: "Non è competenza dell'organo prefettizio incidere in modo definitivo a carico del trasgressore - si legge nella sentenza-, tenuto conto che la condotta è sottoposta al vaglio del magistrato in sede penale". Spetta dunque al Tribunale l'eventuale sanzione defin

itiva. L'automobilista, che quella sera aveva alzato un po' troppo il gomito, si è sottoposto a visita medica. Dopo i controlli, una commissione della Asl 6 di Palermo gli ha rilasciato un nulla osta che attesta la sua idoneità alla guida. Da qui la possibilità di riottenere la patente revocando la misura cautelare e provvisoria disposta dalla prefettura. A carico dell'automobilista non c'erano precedenti specifici, e così il giudice di pace di Monreale, nei giorni scorsi, ha accolto il suo ricorso. Il giovane rimane però tutt'ora in attesa della decisione del giudice penale. "Si tratta di una importante pronuncia giudiziale - fa notare l'avvocato Miceli-, che limita fortemente la possibilità della sospensione della patente per lunghi periodi in via provvisoria in assenza dell'accertamento del reato in sede penale. Questo - ci tiene però a precisare il legale - non deve in alcun modo incoraggiare i bevitori, perché, al di là delle misure provvisorie e delle questioni procedurali, i trasgressori andranno comunque incontro a pene severissime". (LEAS)