Valle Jato

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La storia

San Giuseppe Jato oggi è un comune di 9.361 abitanti.

Fu fondato su un feudo acquistato nel 1779 da Giuseppe Beccadelli di Bologna e Gravina, che ottenne la licentia populandi da Ferdinando IV.

La storia di San Giuseppe Jato è dunque abbastanza recente perché risale a circa due secoli fa. Inizialmente il nome del paese era San Giuseppe dei Mortilli, così chiamato perché sorto nell'ex-feudo Mortilli che, insieme ai feudi circostanti di Dammusi, Signora, Pietralunga, Macellare e Sparacia, era appartenuto fino al 1776 al Collegio dei Gesuiti di Trapani. E proprio in quell'anno, Ferdinando IV di Borbone, Re delle Due Sicilie, seguendo l'esempio del padre Carlo III, Re di Spagna, firmava un decreto che ordinava l'espulsione dal regno dei componenti della Compagnia di Gesù. In questo modo tutti i beni da costoro posseduti furono sottratti dalla Corte e amministrati da una giunta speciale detta Giunta degli Abbusi. Finché con un dispaccio, l'1 agosto 1778 essa fu aggregata al Tribunale del Real Patrimonio che ordinò la vendita dei beni ecclesiastici incamerati. Divenuti feudi vennero acquistati da Don Giuseppe Beccadelli di Bologna e Gravina, Marchese della Sambuca, che nel 1778 godette della sovrana concessione di far sorgere un Comune in quel territorio (licentia populandi). Il Marchese della Sambuca, poi Principe di Camporeale, fece costruire un piccolo villaggio sotto le pendici del Monte Jato, innalzando delle case intorno a un Casale e a una Chiesetta, appartenuti ai Gesuiti. Per invogliare i coloni dei paesi vicini ad affluirvi, fece dei bando in cui prometteva la sistemazione nelle case e un premio di nuzialità , di onze due. Le terre incolte ma molto fertili, furono cedute ai coloni in enfiteusi e ben presto si ebbero degli ottimi prodotti: la coltura predominante è il grano, ma di notevole importanza sono pure i vigneti e i sommacheti. Così si venne a costituire un villaggio popoloso e ordinato a cui fu dato il nome di San Giuseppe dei Mortilli, dal nome del suo fondatoe e anche dalla devozione della gente verso San Giuseppe.

Il borgo, sia per la fertilità che per la sua ubicazione, essendo un passaggio obbligato per il traffico insulare verso Palermo, ebbe un facile e forte sviluppo, tanto che la popolazione contava circa 5000 abitanti dopo solo 50 anni dalla sua fondazione.

La vita del paese si svolse abbastanza tranquilla fino al 1838, quando le forti e continue piogge causarono una frana che distrusse i 2/3 dell'abitato, senza però causare vittime. Le famiglie disastrate, in parte, trovarono riparo nelle zone del paese rimaste intatte, in parte, ritornarono verso i paesi di origine, in parte si spostarono verso sud. La ricostruzione delle case avvenne, per disposizione governativa, in contrada Sancipirello, poco distante da San Giuseppe ei Mortilli. Nacque così il nuovo agglomerato urbano di San Cipirello, che divenne autonomo nel 1864. Il 24 dicembre 1862, San Giuseppe dei Mortilli cambia il suo nome in San Giuseppe Jato, in seguito ai ritrovamenti archeologici sul Monte Jato.

CURIOSITA'

Secondo l'antropologo James G. Frazer - "Il Ramo d'oro: tra mito e indagine antropologica" -, in Sicilia per la mancanza d'acqua si minacciava un disastro, pertanto, la popolazione chiese aiuto ai "santi" ma non vollero prestare il loro aiuto. San Giuseppe fu scaricato nel fiume Jato.

Il caso volle che dopo pochi giorni piovve e alcuni contadini, mossi a pietà , ripescarono dal fiume Jato la statua del santo. Da allora il paese si chiamò "San Giuseppe Jato".


Il paese sorge ai piedi del monte Jato la cui storia ha origini antichissime, infatti secondo la tradizione sembra che il nucleo originario era formato da profughi troiani fuggiti a causa della distruzione della loro città per mano dei greci.

La città venne ellenizzata ed ebbe un periodo di massimo splendore, come dimostrano i ritrovamenti fatti in epoca recente che sono: il teatro, l'agorà e il tempio di Afrodite. Passata ai romani fu abbandonata dopo il sesto secolo. Durante il periodo arabo vi fu un insediamento, ma nel 1246 Federico II di svevia distrusse la cittadina.

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