Valle Jato

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La storia

San cipirello é un paese relativamente recente, le sue origini risalgono al XIX secolo e ad un evento catastrofico che colpí il paese di San Giuseppe Jato, dalla cui propaggine si costituí poi il nuovo comune di San Cipirello. Era l'11 marzo del 1838 quando una terribile frana colpí il paese di San Giuseppe Jato, provocando distruzione e morte.

Il consigliere dell'intendenza Marchese di Bonfornello, accompagnato dall'architetto provinciale, recatosi sul posto qualche giorno dopo la tragedia trovó famiglie vaganti per le campagne, senza tetto e senza pane, le fabbriche di due terzi parti del comune erano sepolte nelle viscere della terra, si sono persi interi magazzini di olio, di vino, e di frumento.

Della chiesa madre e degli edifici principali uscivano appena le sommitá, come riportava il giornale del tempo "Giornale Officiale di Palermo" di sabato 21 aprile 1838. Si decise dunque di utilizzare il sito di San cipirello piú a valle per la ricostruzione del paese.

L'intenzione era di trasferire tutto il paese e, il risultato invece fu tutt'altro , contrasti tra famiglie, ma soprattutto tra preti (nel 1838 se ne contavano in servizio ben 16!) e corporazioni religiose (almeno 10) determinarono una situazione di conflittualità tale che il ricorso alla violenza, per molti anni, divenne usuale. I due preti di San Cipirello, don Paolino Crimaudo e din Gacinto Lo Monaco, vennero sospesi a divinis.

Lettere anonime, minacce, furti e trafugazioni (la pietra di intaglio nel feudo della Chiusa, preparata per la nuova Madrice di San Giuseppe Jato, in realtá venne utilizzata, senza autorizzazione, per quella di San Cipirello) caratterizzarono i rapporti tra i due centri sino alla scissione tra il vecchio sito e il nuovo. Il borgo di San Cipirello si popoló in fretta e nel 1848 si autoplocamó comune autonomo, separandosi formalmente dal comune di San Giuseppe Jato nel 1864

Il nome
Narra una vecchia legenda che un certo Pirrello, avendo perso la propria abitazione nella frana del 1838, se ne stava giorno e notte a piangere. E siccome in dialetto  piangere si dice "chianciri" allora la gente gli attribuì un soprannome chiamandolo Chianci-Pirreddu da cui Sancipirello.

Una tale supposizione risulta priva di fondamento in quanto non si capirebbe come mai l'ipotetico Pirrello, avendo persa la casa a San Giuseppe Jato venisse a piangere proprio a San Cipirello dove non c'era stata alcuna frana;ma soprattutto perché il toponimo preesisteva alla frana.

Il toponimo San Cipirello è riportato come contrada in numerosi documenti dei primi del 100 e il più antico risale al 1754. La forma più usale è Sanciopirrello, ma si trovano anche Chianciopirello, Chiancipireddu. La spiegazione delle diverse forme è da ricercare nella lettura della ch iniziale da pronunciare alla francese sc. Qualcuno non tenendo conto di questo fatto ritenne opportuno italianizzare chiancio in piangio per cui in alcuni documenti si trova riportato anche Piangiopirello.
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