Scuola come una ghiacciaia: elementare a rischio chiusura
Data pubblicazione Scritto da Leandro Salvia Visite: 507
LEANDRO SALVIA
SAN CIPIRELLO. Fa freddo alle scuola elementare "Carlo Alberto dalla Chiesa". In questi giorni di fine gennaio le aule sembrano celle frigorifere. La caldaia è guasta ed i lavori per sostituirla, nella migliore delle ipotesi, non cominceranno prima del mese prossimo. Impossibile sopperire perfino con le stufe elettriche, che mandano in tilt il vecchio impianto elettrico. E così, all'orizzonte arriva lo spettro della "chiusura per freddo" e dei doppi turni nei locali della scuola media.
Non siamo ancora al punto in cui gli alunni portano "un pezzo di legno per scaldare la scuola". Ma i racconti di "deamicisiana memoria", datati 1881, a San Cipirello corrono il rischio di essere attuali.
Causa del mancato riscaldamento è il malfunzionamento della caldaia. "Abbiamo ritenuto non opportuno ripararla - spiega il sindaco - perché siamo riusciti ad ottenere un finanziamento di 114 mila euro per rifare tutti gli impianti". La gara si è svolta lo scorso 11 gennaio, ma si attende adesso il parere della Prefettura. "Nel frattempo - continua il sindaco - avevamo rimediato acquistando 15 stufe elettriche".
Il risultato è stato però che il contatore non ha retto l'eccessivo consumo. E così il Comune sta tentando la via del potenziamento dei contatori. "Non è comunque una soluzione possibile - fa notare il preside Vincenzo Dimino - perché i fili dell'impianto elettrico non reggerebbero il carico". Ci sarebbero dunque anche rischi legati alla sicurezza. Per questo il dirigente scolastico ha scritto una lettera al sindaco. E mentre stufe e termosifoni rimangono spenti ad accendersi sono le polemiche legate alle preoccupazioni di tanti genitori. Gli stessi che ieri mattina hanno incontrato Giammalva. "Io, oltre a fare il sindaco, sono anche il padre di una delle alunne - spiega il primo cittadino -, per questo davanti alle preoccupazioni espresse dal preside nella sua diffida ho deciso di emettere un'ordinanza di chiusura". Una soluzione che sembra essere figlia del "braccio di ferro" in atto fra scuola e Comune.
Ieri negli uffici del dirigente scolastico è giunta la comunicazione che precede l'ordinanza di chiusura. "In attesa di nuove e condivise soluzioni - ha detto Giammalva -, ho chiesto al preside di attivarsi per il doppio turno nei locali della scuole medie". Ma anche questo rimedio potrebbe non funzionare: in via Gramsci ci sono solo 11 aule, per gli oltre trecento alunni delle elementari ne servono 15. (*LEAS*)
Gds del 21 gen 2010