Valle Jato

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I Forconi occupano le aule consiliari della Valle dello Jato

I Forconi occupano le aule consiliari della Valle dello Jato

E’ iniziata già da due giorni l’occupazione delle aule consiliare di San Giuseppe Jato e San Cipirello, da parte dei forconi. La protesta quindi cambia forma e si potrebbe estendere anche agli altri comuni vicini.

 

Il Comitato dei forconi da giovedì occupa anche le aule consiliare dei Comuni di San Giuseppe Jato e San Cipirello. “Piuttosto che riprendere i blocchi stradali – ha detto il responsabile locale Aldo La Milia – abbiamo deciso di presidiare i consigli comunali per bloccare l’attività politica”. I manifestanti, che aderiscono al movimento di Mariano Ferro, attendono ancora le risposte concrete dai governi regionale e nazionale. “Abbiamo chiesto – prosegue La Milia – che venga riconosciuto lo stato di crisi in Sicilia per i comparti agricoltura, artigianato, trasporti, commercio ed edilizia”. A sostenere la protesta sono anche le due amministrazioni locali. E per lunedì sera, alle ore 19, è stata convocata una seduta consiliare congiunta che si terrà a San Giuseppe Jato nei locali dell’ex Casa del fanciullo. All’ordine del giorno “lo stato di crisi del comparto produttivo”. (*leas*)

 

“Niente politica, ma pronti alla lotta”

I Forconi non scendono in campo. “Il partito politico non esiste”, detto con le parole di Mariano Ferro che questa mattina ha indetto una conferenza stampa a Palermo, in Sala delle Lapidi. “Siamo venuti per fare un po’ di pulizia dalle notizie e dalle falsità che sono state dette negli ultimi giorni” ha aggiunto.
A soffiare sul fuoco del malcontento dei Forconi, la mancata utilizzazione dei fondi europei da parte del governo siciliano: “Occorre capire cosa succede alla Regione. Ci sono gli ispettori sui fondi comunitari. Dopo 60 anni vogliamo da questo tavolo aperto a Roma l’applicazione e l’attuazione dello Statuto siciliano. Vogliamo portarcelo a casa. Poi se avessimo il federalismo fiscale e i fondi comunitari così come sono in Sicilia, molti problemi si risolverebbero”.

Nessun blocco previsto (“Abbiamo già fatto troppo alla Sicilia” ha detto Ferro), ma se dalla capitale non arriveranno notizie a marzo torneranno a Palermo. Intanto, però “vogliamo sapere – ha chiesto il leader dei Forconi – se le istituzioni dell’Isola, quindi i comuni, la pensano come noi. E se la pensano come noi devono scrivere a Roma e a Palermo quello che stiamo dicendo, firmandolo e sottoscrivendolo”.

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