Categoria: Notizie flash Data pubblicazione Scritto da Leandro Salvia Visite: 185
PIANA DEGLI ALBANESI. Quattro accertamenti su 10 sono sbagliati: Piana si ribella ed il Comune annuncia la sospensione dei termini per la riscossione dell’Ici e della Tarsu. Giovedì sera l’aula consiliare era gremita di cittadini infuriati per i tanti errori commessi dalla società Aeg, incaricata degli accertamenti e della riscossione.
Le opposizioni, Pd Sel, Mpa e indipendenti, con una mozione, oltre a chiedere l'immediata revoca di tutti gli avvisi e la rescissione del contratto, hanno chiesto anche «la testa» del funzionario responsabile Gianfranco Taormina e le «dimissioni» del sindaco Gaetano Caramanno. “Le responsabilità politiche sono ben precise”, fa notare Vito Scalia di Sel. Dello stesso parere è l’alleato Giorgio Stassi del Pd: “Hanno permesso alla società privata di applicare un aggio del 32 per cento, quando le normative fissano il limite al 10. Il sindaco ha anche la responsabilità morale di aver descritto Piana come un paese di evasori”. Il pubblico si infiamma. A protestare, oltre ai sostenitori del centrosinistra - ci sono anche molti elettori del centrodestra. Tanto che il consigliere Renato Lo Iacono del Pdl, a nome del suo gruppo, presenta una mozione per chiedere la revoca degli accertamenti e la rescissione in danno del contratto. «Le intenzioni erano buone – ha detto Lo Iacono– ma i risultati sono stati pessimi». Per Costantino Garaffa, candidato alle primarie per il Pd, quella del centrodestra è una «furbata». Il senatore in una nota parla anche di «truffa e clientele: la convenzione fra il Comune e la società privata – dice - non è mai stata votata in consiglio comunale». Si attira così una querela “per diffamazione”: “Da completo estraneo di questa comunità – sottolinea Caramanno - strumentalizza la vicenda e alimenta la confusione”. Ma al di là delle polemiche, nessuno a Piana sembra più disposto a voler difendere la società che da mesi sta facendo perdere il sonno un po’ a tutti. Bollette inviate a chi ha già pagato, per case inesistenti o disabitate, e con misurazione errate per eccesso. Per il capogruppo d’opposizione Vito Riolo: “Ci sono gli estremi per la rescissione del contratto”. Ed il sindaco assicura: “Assumeremo iniziative contro la società responsabile, ma intanto sospendiamo i termini legali della scadenza”. Caramanno rivendica però i primi risultati della lotta all’evasione. Uno su tutti: i circa 500 mila euro pagati dall’Enel per la centrale Guadalami. Ma per le opposizioni non basta: “Deve dimettersi”, chiede con forza il consigliere Giovanni Bovì del Movimento per l’autonomia. Ed in tanti ieri si sono chiesti “come mai in un Comune che ha 120 dipendenti si è dovuto ricorrere ad una società esterna”. (*LEAS*)
Leandro Salvia (Giornale di Sicilia del 21 gen 2012)