
Alle prese stavolta con invettive non verbali, ma scritte. E non contro un presunto avversario di sinistra (???) come Barone, ma un contro un uomo di destra come Vito Cannella.
I nostri lettori ricorderanno, infatti i toni canzonatori di un volantino che divenne oggetto di querela. I due amanti dell’equitazione, che oggi sono sindaco e vicesindaco del nostro risibile Comune, sul finire del 2006 rischiarono perfino uno scontro a cavallo, in perfetto stile far west o, se preferite, giostra medievale. Lo stesso Giammalva, in quei giorni, confidava agli amici: “Ho sentito dire che, se Vito mi incoccia cocchi duminica, m’va fari cariri ru cavaddu”.
Ma andiamo ai fatti:
Il 9 ottobre del 2006, all’indomani di un musical parrocchiale che vedeva fra i protagonisti Vito Cannella (al tempo presidente del consiglio comunale), uscì un volantino delle opposizioni a lui indirizzato, in cui si leggeva:
Bravo!, interpretazione sublime quella sua e dei nostri concittadini ed amici, a dir poco superba. Certo non siamo esperti di “musical” ma siamo in grado di capire l’ordine delle cose e le priorità amministrative e sociali della nostra comunità civile.
"Lei caro Presidente interpretava un giornalista poco sobrio e molto umano, superbamente ubriaco, cioè la trasfigurazione di questa Amministrazione Comunale di cui Lei è una figura di rilievo. In effetti questa amministrazione è di fatti ubriaca di voli alti e interpretazioni teatrali, perché l’unica cosa che sa fare è solo teatro.Lei caro Presidente continua a non vedere molto, restando sordo, muto, zoppo e ubriaco (un portatore di handicap politico) di fronte ai bisogni della cittadinanza, ecco a cosa serve la rampa di cemento (di Piazza Madrice) ad agevolare la vostra entrata politica in pompa magna e non come volete far credere per i nostri cittadini poco fortunati”.
A firmare la pesante abbanniatina erano i due ignari capigruppo d’opposizione: Nino Miccichè (oggi assessore) e Antonio Crociata (oggi cons. di maggioranza). Ma ad “ispirare” la sprezzante critica fu l’allora revisore dei conti Tonino Giammalva, che in un passo della lettera abbandona il “noi” per parlare direttamente al suo presunto rivale:
“Le ricordo ciò che non và:
topi circolanti di varia taglia con diritto di cittadinanza;
zanzare d’importazione con certificazione di qualità;
buche per tutte le strade del paese;
disservizi generali, (acqua non distribuita bene, cassonetti sporchi, erbacce, invasione di colombi, ect. ect. ect…..;
continua emorragia di giovani senza lavoro verso il nord;
degrado delle periferie;
lavori su Piazza Madrice da fare schifo;
gestione delle risorse pubbliche poco accorte;
ordine pubblico disorganizzato;
ragazzi ed adolescenti sempre più verso la droga;
e ……….. tanto altro che Le sbatteremo in faccia in campagna elettorale,
Caro Presidente, continui a fare “teatro” che le riesce benissimo!!!!!"
Ed invece, in faccia non gli sbatterono nulla perché in campagna elettorale si ritrovarono insieme. Alrto che musical, "colpo di teatro”. Ma prima erano finiti in procura.
Vito Cannella, infatti, querelò per diffamazione Nino Miccichè, Antonio Crociata e Tonino Giammalva. L’allora presidente del consiglio scrisse anche al Collegio dei revisori dei Conti provinciale e nazionale per “segnalare l’attività politica svolta da Giammalva”, da due anni revisore dei conti presso il Comune.
“E’ un atto grave – commentò il ragioniere Giammalva – perché sembra voler limitare il mio diritto di fare politica”. Secondo Antonio Crociata, “Cannella ricordava Mussolini quando mandava al confino i propri avversari politici”. E loro, forse per non finire al confino, pensarono di fare pace con Vito Cannella, a cui - nel frattempo - non era mancata la solidarietà del deputato Salvino Caputo.“E’ intollerabile – diceva l’esponente di AN - che attacchi di bassissimo profilo politico vengano lanciati contro chi presiede il consiglio comunale quando per la ordinaria e straordinaria amministrazione la competenza gestionale è del sindaco e della giunta”. La stessa in cui però si trovava come assessore il suo amico e compare Vincenzo Geluso.
Nel marzo del 2007, arriva l’annuncio dato al Giornale di Sicilia:“Pace fatta tra Vito Cannella e le opposizioni. Il presidente del consiglio ha ritirato la querela per diffamazione presentata lo scorso ottobre contro Nino Miccichè, Antonio Crociata e Tonino Giammalva“. Ho deciso – spiegava l’esponente di An – che era meglio chiarirsi di persona”. Decisone condivisa dalle opposizioni: “La politica – ha detto il forzista Giammalva – non deve incidere sulla vita personale”.
“Alla base degli attacchi di Giammalva – scriveva il Gds - c’era la convinzione che Cannella stesse lavorando alla propria candidatura a sindaco. Un rivale dunque nella corsa alla carica di primo cittadino. La decisione di mettere fine allo scontro sembra sia maturata durante le festività natalizie. Complice, forse, l’approssimarsi della campagna elettorale che potrebbe vedere alleati i due ex contendenti”.
E così quell’uomo -definito “sordo, muto, zoppo e ubriaco (un portatore di handicap politico) di fronte ai bisogni della cittadinanza”, e paragonata a Mussolini - è diventato il suo vicesindaco.
E chissà se i due si siano mai veramente chiariti !?!
E chissà chi è stato a ridere quella volta?
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