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Via col vento

 

14 aprile 2007 Cari terrestri, tutto questo vostro parlare di energia eolica mi ha fatto tornare alla mente un vecchio romanzo:
VIA COL VENTO

 

(Liberamente ispirato all’opera “Gone with the wind” di Margaret Mitchell)

Sottotitolo: Cu simina ventu, cogghi tempesta

 

Protagonisti:

 

Giancamomilla, sposa fedifraga;

Peppe Paprika: sposo tradito;

 

Vituzzu Paprika: amante e sposo in seconde nozze a sua volta tradito;

Jakinu Triffasi: amante spaccone ma puru iddu tradito;

 

Vicè U Possessivu: fondatore di “Vai dove ti porta il vento”, detto Ciuscia n.1

Minicu Giacometti: copilota, detto Ciuscia n.2

 

Antonina Molise: masculotta ambidestra;

Ivan Scravagghiu: chiacchierone e barzellettiere ereditario

 

Nel ruolo delle comparse troviamo i damigelli: Paliddu Paprika, Cloude Nilo e i Twins’ thrush.

 

TRAMA

 

Il romanzo, un affresco melodrammatico, comincia in un’afosa giornata d’estate del 2004. La protagonista è la giovane ragioniera Giancamomilla che, nonostante la scarsa avvenenza,  riesce ad ammaliare non pochi giovani del luogo. Fra questi, Vituzzu Paprika e Vicè u Possessivu. Ma lei è interessata alle attenzioni di Peppe Paprika, un picciotto che un tempo le era stato nemico. I due si sono conosciuti davanti ad un bicchiere di vino. (La storia ci è nota grazie alla commedia “La Fuitina”, conclusasi nel 2007 con le nozze fra Giancamomilla e Peppe.  A fare da damigelli, Paliddu Paprika, Cloude Nilo e i Twins’ thrush).

La giovane però, incinta di Vituzzu, si mostra ogni giorno più fredda col suo sposo, che finalmente  intuisce tutto: “Ma cosa è stato dei nostri fugaci amplessi? – ricorda all’amata- Io per te ho lasciato la famiglia e venduto l’anima al diavolo. E tu mi ripaghi cu na pare ri corna?”

 

“Io lo sapevo  - gli risponde Giancamomilla – che mio padre Enzu e mio fratello Ninu Mizzica avevano ragione quando mi dicevano ‘ri un mi metteri cu un comunista sarvaggiu e all’antica como a ttia’. Ma tu chi sai? Vituzzu ci sapi fari. E poi quell’odore di cavalli e di fila elettrici abbruciati che emana m’ha sempre piaciutu. Tu invece fai puzza ri spitali!”.

Nel frattempo, Vicè u Possessivu – approfittando delle incomprensioni amorose tra gli sposi - fonda l’associazione Onfut “Vai dove ti porta il vento”. Fra i tesserati figura anche Antonina Molise, una masculotta confusa dai soffi che giungono da sinistra e da destra.

 

Lo scopo dell’associazione, che ha sede su Cozzo Reginella, è disseminare per le campagne pala e palittuni in grado di trasformare in picciuli la bufera abbattutasi su Sanchopirrello. A dare una mano a Vicè, è il fidato Minucu Giacometti.

A favorire il progetto è invece Jakinu Triffasi, che eccezionalmente elargisce gratuiti consigli ai contadini: “Cari viddani tutta questa giratina di pali, vi assicuro, fa bene alle vostre colture: a racina vintusa, i muluna e i persichi asciruccati. Fidatevi!”

 

Ad alimentare gli impianti sono in realtà le raffiche di promesse, di minacce e… soprattutto di minkiate che volano in paese: “Noi siamo il cambiamento!”; “Porteremo ricchezza e lavoro!”; “Destra e sinistra sono uguali!”; “In un paese di cinque mila abitanti, non esistono i partiti!”; “Io per vincere sono pronto ad allearmi col diavolo!”, ed altre castronerie irripetibili.

 

Ma mentre Vicè pianta i pali, Giancamomilla pianta corna. Così si concede pure a Jakinu Triffasi. “Ni fazzu chiddi chi vogghiu” – raccontava il tragediografo, facendo un po’ il gradasso con gli amici del bar.

Per Peppe Paprika, a questo punto, la delusione è cocente. Ma a bruciare è soprattutto la testa. Così per giorni, come un folle, vaga nelle campagne di Disisa. A tentare di consolarlo sono i suoi fedeli compari di fuitina.

 

Giuvanni Bronte gli ricorda: “Antikkia buttaniska e facciola sta Giancamomilla a mia mi c’ha parsu sempre”.

Ma a rimproverare subito l’amico rosso di pelo è Enzu Sambuchini: “A bu***na si tu, ca pi tenici u jocu, ta facisti puru cu Vicè u Possessivu e Vituzzu Paprika”. Fra i tre sta per scoppiare una rissa furibonda, quando sulla zona si abbatte un caldo soffio di vento che alimenta il sibilo sinistro di un’orrenda pala eolica. A scatenare l’improvvisa folata è un’auto da rally modello “Wolkswagen Scirocco”, con a bordo Vicè e Minucu, che scorrazza a tutto gas diffondendo nell’aere le note della celebre “Blowin’ in the wind”. A seguirli, un po’ per sfida un po’ per curiosità, è Ivan Scravagghiu su “Wolkswagen Lupo”, una vettura alimentata a nero d’Avola.

 

“Ciuscia o non ciuscia – commentano delusi dal rimorso i tre compari sinistrati– cu s’avia arricchire s’arricchiu”.

Giancamomilla, nel frattempo, non esita a sposarsi in seconde nozze con Vituzzu. I due, dimenticate le recenti incomprensioni e denunce, sembrano bene assortiti: la domenica la trascorrono a cavallo. A proteggere le loro tenere passeggiate è un vecchio e caro amico di Vituzzu, che li segue al galoppo.

 

La giovane ragioniera non ha però dimenticato del tutto Peppe e decide di rincontrarlo, suscitando così in paese i più accesi pettegolezzi: “Sta zoccola sa fa cu tutti. Prima si fici metteri ‘ncinta di Vituzzu e si fici maritari ri Peppi. Poi sa facia cu Jakinu, ma si maritau cu Vituzzu e ora turnau arrè cu Peppe”.

Vituzzu scopre tutto e decide di lasciare la ragioniera: “Io lo dicevo ca a sei misi un c’era cchiù nenti”.

 

Mentre viene abbandonata, Giacamomilla porge un’ultima disperata domanda: "Se te ne vai, che sarà di me, che farò?"

Ma Vituzzu, con gelida freddezza, le risponde: "Francamente m’inni futtu! Siminasti  ventu  e ora cogghi tempesta!”

 

N.B. Ogni riferimento a fatti, persone, località, e progetti eolici realmente esistenti è da considerasi puramente casuale!!

 

P.S. Un ringraziamento va a tutti quelli che in questi giorni mi hanno spedito e fornito preziose informazioni. Ma sono grato soprattutto ai personaggi protagonisti della storia: insostituibili e inesauribili fonti di ispirazione!!!


 
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