Valle Jato

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Personaggi in cerca d'autore

29 marzo 2007 Di questa storia fanno parte soprattutto gli indecisi: un pò faccioli, un pò voltagabbana, ma anche gli scontenti. E quelli che - per viltà , opportunismo o assenza di sincero trasporto - non hanno ancora deciso. Ci sono pure coloro che aspettano invece di capire su quale palcoscenico potranno riceve più applausi o meno fischi.
Come in una commedia pirandelliana questi personaggi in cerca d’autore la scorsa sera hanno bussato al portellone della mia astronave ferma in via Roma: “Ma ti pari giustu ca nuatri stamu facennu a fiura i nuddu? - mi gridano in coro. Nè passamu né cuntamu pi TIA na stu paisi? Noi abbiamo il diritto –urlavano - ad avere una parte, anche nutili in una tua commedia”.

Li osservo ad uno ad uno. Sono tanti, troppi. Per fortuna si presentano da soli:

Il primo mi dice: “Mi chiamo Giuvanni La Parrucchiera e voglio una parte da sindaco. Ho fondato 1999 associazioni di volontariato. Suono il triangolo, tiro con l’arco, lancio le bocce, spengo i fuochi, faccio la casalinga, voglio il metano, sono reduce di guerra e confratello di Sanciusippuzzu. In buona sostanza m’abbutta stari rintra! Trovatemi, per favore, qualunque cosa da fare na stu cazzu ri paisi”.

Dietro di lui c’è Nardu Totano (pesce maratoneta campione nella corsa all’assessorato): “A me non piacciono né Giancamomilla, né Mazzolu, né i comunisti né i fascisti. Ma datemi na seggia e iu m‘assettu cu tutti. E la finirò di dire che in via Roma la sera c’è sempre burdellu”.
Con lui Gianfrancu Furchetta: “Ri politica e commedie unni capisciu nenti – mi dice – ma un pozzu esseri l’unica fissa ru paisi ca arresta fora”. I due in realtà muovono solo le labbra, a parlare è infatti l’esperto di raccomandate, Aitanu Cassata, un nostalgico del Ventennio che tiene in pugno i due sventurati amici minacciandoli con l’olio di ricino.

In un angolo, scorgo pure Lia e Giuvanni Ans-Scudo. Hanno in mano due diversi inviti a cena, ma non riescono a mettersi d’accordo:
“Eu runni c’è Caloriu Truveloce un ci vaiu mancu ammazzatu”, urla Giuvanni.
“Ma non possiamo andare con quei cafoni dei Guelfi neri – risponde la gentile e delicata sorella -. Ruttano, dicono le parolacce, fanno puzza di cavalli e hanno pure le mani lunghe”.
“Minni staiu futtennu – risponde il fratello – ama ghiri runni si mancia megghiu. E cu u Mazzulu arristamu riuni. Parra, parra ma un si quagghia mai”.
Lascio i due che sembrano non raggiungere un accordo e mi imbatto in altri due fratelli: Pippu e Antoniu Guerrapersa. Il primo si prende la confidenza di baciarmi sulla guancia, l’altro – dai capelli canuti - neanche mi dà la mano. Di loro ho saputo soltanto che guidano un pulmino a due posti che fa continuamente spola fra destra e sinistra.

Si avvicina a quel punto Peppi Lago: “Io m‘avissi fattu puru i ca**i mei, ma i comunisti mi vinnuru a ‘ncuitari e ora a notte un pozzu dormiri. Se si potesse trovare un chiffareddu – mi dice con rispetto-, giusto per sconfiggere la monotonia!”.

In fondo alla piazza vedo anche Vicè Panetinciutu e Giorgiu Servu, anche loro mi dicono qualcosa, ma non riesco a seguirli nei loro ragionamenti.

Quando penso di aver finito il lungo elenco di incontri, eccoti spuntare da dentro un bar un tale di nome Santuzzu u Mulunaru. Un ragazzo sui trentanni antikkia lavinaru ca quannu parra pari un vecchiu ri 80 anni. Ruvidu nell’aspetto, si mostra invece artificiosamente gentile e ci invita tutti a bere qualcosa. L’invito cela però l’inganno: da dietro il bancone –infatti- salta fuori Jakinu Triffasi. Armato di una grossa frusta realizzata con ampelodesma, richiama i timidi personaggi in cerca d’autore: “Corpi ri ddisa pi tutti si un v’alluntanati ri stu Capitan Harlock! Ma cu è? Quanti voti po’ aviri?
Viniti cu mia vi portu tutti o biliku. Runni prima vi pisu, vi vinnu a unu a unu, e poi vi posu”!!! Â
Mi intenerisce vederli andare via tutti in fila diretti alle orribili rampe di via Berlinguer. Mi chiedo a quel punto: "Non sarebbe stato più giusto trovare anche per loro una piccola parte in una qualsiasi commedia?". Ma mi accorgo che, mentre il ragioniere Colonna li conta, il putiaro Cucinotto li sta già confezionando come bomboniere. Diventeranno – ho capito- il regalo di Triffasi per le nozze di Giancamomilla e Peppe Paprika.


Ogni riferimento a fatti, persone, luoghi e pupazzate realmente accadute è da considerarsi puramente casuale!!

SALUTI DAL COSMO  e……. senza offesa pi nuddu!!!

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