Categoria: Satira Data pubblicazione Scritto da Capitan Harlock Visite: 868
14 marzo 2007
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La situazione politica sancipirellese mi ha fatto tornare in mente una vecchia commedia aromatico-sentimentale dai toni plautini :
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LA FUITINAÂ
Protagonisti:
Giancamomilla nei panni dell’amata
Peppe  Paprica, nel ruolo dell’innamorato
Giuvanni Bronte, il primo compare
Enzu Sambuchini, il secondo compare
Enzu U Ranni: padre della sposa
Ninu Mizzica: fratello della sposa
Vituzzu Paprica: amante più o meno segreto
Vicè u Possessivu nel ruolo del ruffiano
E con la partecipazione straordinaria del
tragediografo Jakinu Triffasi: deus ex machina
il putiaro Cucinotto: aiuto regia
il ragioniere Colonna: addetto agli effetti speciali
Trama:
Il giovane Peppe Paprika, in un’afosa giornata d’estate, si innamora del volto glabro di Giancamomilla. Fra i due nasce un amore contrastato da ataviche rivalità fra le due famiglie di appartenenza. Ma dove non può la ragione e la politica arrivano i sentimenti. Così fra i due, complice forse un buon vino, nasce l’idillio. I due innamorati temono però le ingerenze familiari e  affidano al segreto della notte i loro fugaci amplessi. Una sera vengono sorpresi da Mizzica, il possente fratello di Giancamomilla, che racconta tutto al padre Enzu u Ranni: “Vitti a me soro ca sa facia cu un comunista!â€. Ma Enzu, uomo riflessivo, dopo aver meditato una furibonda scannatina, decide invece di rivolgersi alla famiglia di Peppe Paprika. Incontri, discussioni, promesse, ma l’accordo non si raggiunge. Il matrimonio non s'ha da fare!  A far da sensale è infatti Jakinu Triffasi, che alla famiglia dei comunisti racconta peste e corna della giovane Giancamomilla: “Ma chi vi vuliti metteri ‘ncasa una ca a voli rari a tutti?â€, diceva l’uomo che di professione fa il tragediografo. Ma Peppe è innamorato e sinni futti ri tutti! In gran segreto decide di scappare con la giovane Giancamomilla che, secondo mali lingue di paese, sarebbe addirittura in cinta. Per farlo trova in Sambuchini e Bronte due fedeli compari.
Fin qui la trama ci racconta di un amore contrastato, ma dai toni vibranti e shakespeariani. L’inganno e la disillusione sono però in agguato:
Il giovane Peppe non sa, infatti, che il cuore (e non solo) della sua amata è da tempo dibattuto per un ritorno di fiamma con tale Vituzzu Paprika (lontano parente di Peppe), un vecchio amore che gode delle simpatie del fratello Ninu Mizzica. Così la giovane, nonostante abbia pubblicamente manifestato tutto il suo disprezzo per Vituzzu, cede al suo ex amante. E nel gran segreto di uno squallido ufficio panormita, tradisce con la carne il povero Peppe. (Galeotto sembra sia stato un carteggio sui bilanci regionali). A sorvegliare sui due e a fare in modo che in paese non si sappia nulla è Vicè u Possessivu. Vituzzo si confida nel frattempo con Jakinu Triffasi, esperto di pupazzate e cugnunture. E’ infatti l’abile tragediografo che, con la complicità del putiaro Cucinotto e del ragioniere Colonna, organizza una bella paciata.
La storia si conclude con il povero Peppe Paprica che, il 13 maggio, sposa la giovane amata che porta in grembo il frutto del tradimento.
N.b Ogni riferimento a fatti, persone (o piante) realmente esistenti è da considerarsi puramente casuale
Capitan Harlock