Categoria: Satira Data pubblicazione Scritto da Capitan Harlock Visite: 1076
Ragazzi, voi non ci crederete ma il mestiere del pirata può essere stressante. Continui arrembaggi per assicurare generi di prima necessità ai terrestri del futuro. E poi sempre in allerta per sfuggire alle imboscate di Mazoniane e milizie cosmiche. Così per oltre un mese sono stato lontano, nel futuro. In quel 2977 dove gli abitanti del pianeta Terra sono definitivamente inebetiti da tv e governi populisti.
Lo sapete però che quando posso dirigo sempre la mia astronave Alkadia in dietro nel tempo, verso la Valle dello Jato.
Ieri però devo aver esagerato con l’acceleratore. Sono finito infatti nel 2005.
E ho pure sbagliato paese. Così per la prima volta ho visitato anche San Peppino dei Mortilli. Che è praticamente attaccato a Sanchopirrello. E io non lo sapevo!?!?
Ma si sa che non tutti i mali vengono per nuocere. Così il mio errore diatopico e diacronico mi ha permesso di assistere ad una vicenda che ha richiamato alla mia memoria corsara una vecchia commedia, che qui vi racconto:
I REGALI DELLO ZIO RENATO
Protagonisti
Renatuzzu Ribrezzi, nel ruolo dello zio senatore
Peppino Malaga, nel ruolo del nipote podestà /pistolero
Anciluzzu Ibiza, nella veste del fedele camerata
Nino Betano, nipote ribelle e antikkia socialdemocratico
Antoniu Montano, nipote scontento
Nofrio Pullo, nipotino disegnatore
E il dottore Pizzica, nel ruolo del ricco possidente
La commedia, stavolta dai toni pirandelliani, è un viaggio attraverso le tradizioni e i sentimenti dei Siciliani. Racconta l’emigrazione e il legame che unisce chi parte e chi resta. E la famiglia è il collante fra queste due Sicilie: una mandata a Roma in cerca di “lavoroâ€, l’altra rimasta nell’Isola in attesa dei “lavoriâ€. Entrambe disposte comunque a….. GARANTIRSI.
Roma, primavera 2005
SI ALZA IL SIPARIO:
“Pronto, lo zio Renatuzzu?â€
“Sì, sono io. Con chi parlo?â€
“Ciao zio, sono Peppino. Ho saputo che presto tornerai in Sicilia e volevo ricordarti di portarmi un regalino da Roma. Me lo avevi promesso prima di partire. Te lo ricordi?â€.
“Va bene Peppino. Ora haiu chiffari. Vedo cosa riesco a trovare ca a Romaâ€.
Passa qualche giorni e lo zio torna in Sicilia: “Peppino ti ho portato un regalo speciale. Uno di quelli che farà crepare di invidia i cugini degli altri paesiâ€.
Peppino Malaga gongola come un bambino davanti a quel grosso pacco portato da Roma. Con lui ci sono anche i cuginetti Anciluzzu Ibiza e Antoniu Montano.
“’Nzoccu c’è ziu?†grida Malaga nei suoi calzoni corti in preda alla curiosità , sparando per la gioia due pistolettate per aria.
“Ti ho regalato il disegno di una bella piscina e di un campetto sportivo. Vale milioni. Sei contento?â€, chiede lo zio.
“Che ti devo dire? A stu prezzu……va bene qualsiasi cosaâ€. Risponde un po’ deluso Peppino Malaga con la pistola ancora fumante.
E’ ancora ignaro, però, che quel dono non è dettato né dal caso né dall’affetto, ma da una strana circostanza: in una paese vicino, infatti, c’è un piccolo disegnatore che gioca a riempire fogli e foglietti di piscine e campetti. Si chiama Nofrinu Pullo, ed è figlio di un altro podestà .
Lo ziu Renatuzzu vuole bene alla famiglia Pullo e si sente di dovere incoraggiare le capacità artistiche di Nofrinu, che da tempo chiede alla zio di trovare il modo di premiare i suoi lavori.
“Farò comprare questo tuo disegno e lo regaleremo ad un amicoâ€, assicura lo zio.
“E come farai? consta un sacco di soldiâ€, fa notare il nipotino disegnatore.
“Tu non ti preoccupare, noi grandi abbiamo inventato una cosa che si chiama politica e serve a fare regali a destra e, se occorre, anche a mancaâ€, lo rassicura lo zio.
Così il gioco è presto fatto.
Bisogna però convincere il nipote Malaga. Ma Renatuzzu sa usare parole convincenti: “I sordi ti i fazzu mannari ri Roma, ma tu t’ha accattari u disegno. Se no, ‘ntoculu a tia e a tutti i sanciusipparuzzi!!â€.
Malaga si convince e, per sfogare la delusione, spara una raffica sulla giunta.
Ma lo zio Renato, da vecchio lupo senza pelo ma col vizio, sa bene che oltre ad accontentare i piccoli, bisogna dare risposte anche ai grandi. Così ha un’idea: “Questa cakkio di piscina senza pesci la dobbiamo costruire nei terreni del caro dottore Mizzica che pizzica. Se lo merita: sempre ospitale è stato con meâ€.
Un solo viaggio e tutti contenti, dunque. Che prodigio lo zio Renato!!
Peccato però che fra i nipotini ce ne sia uno che da anni litiga coi cugini: si chiama Ninetto Betano, uomo canuto, barbuto, linguito e talvolta perfino arguto.
Da vecchio lupo col pelo e con la memoria di qualche vizio, Betano intuisce tutto: “E’ gravissimo che uno zio torni in Sicilia e l’unico regalo lo porta ad un lontano parente. Questo palazzetto non s’ha da fareâ€.
Articuli ri giurnali e abbanniatini ‘na chiazza spargono come una macchia d’olio la notizia.
A sentirsi traditi sono anche i tanti piccoli e grandi disegnatori di San Peppino dei Mortilli.
Alcuni non disdegnano sonore cazziate nei confronti di Anciluzzu Ibiza e Antoniu Montano, chiazzalori e vuccazzeri.
I due chiedono conto e ragione a Peppino Malaga, che li avverte: “Stativi zitti, se no appizzamu u palazzu e u mazzu e finemu ‘nmarazzuâ€.
“N’to marazzu ci su tu e cu ti ci un ci jocu cchiùâ€, gli grida rimando ma non ridendo il Montano.
La storia non racconta come finì la disputa. Solo si sa che nonostante la piscina non venne mai realizzata, qualcuno riuscì ugualmente a farsi i bagni!
N.B. Ogni riferimento a fatti, persone, disegni, città , bagni e bagnanti realmente esistenti è da considerarsi puramente casuale
SALUTI DAL COSMO
Capitan Harlock