Valle Jato

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Ciccio bello e la tribù dei mortillari

Cari giovani sanciusippara, lo so già che non andrete a quell'incontro per discutere della chiusura del saloon "La Tiziana" e delle altre problematiche che attanagliano il vostro paesello.

Perché così ha deciso il grande capo indiano Ciccio bello micio seduto, esperto di tragedie, pupi e pupazzate. Abilissimo nel prendere il fuoco con le mani degli altri.

La tribù dei giovani indiani mortillari gli ha chiesto consulto ed il responso di Ciccio bello è stato:

"Picciotti questo incontro non s'ha da fare. Peppe Malaga è pistolero esperto, dopo sei colpi sa centrare un culo in fuga. Voi invece siete buoni solo a sparare minkiate davanti ai saloon".

Al suo fianco c'è ormai il suo fedelissimo, detto Lo Magistrato ispanico, che conferma: "Siti aranci in terra, mancu boni pi spremiri".
I due sono ormai soci. Si dice in giro che abbiano "cominciato un percorso di collaborazione per la realizzazione di importanti iniziative cuRturali". T'ummagini!!! (Peccato che finora si siano visti solo efebi sifilitici in mutandine e pieni d'olio, tipo patatina, e sgallettate scosciatissime e sculettanti. Tutti aspiranti "volto arrussicatu" ra vriogna.)

Ma alcuni giovani indiani non ci stanno. Tanino U Conte, detto u spicciafacenni, ha un sussulto di orgoglio: "Eu ci vaju e cinni ricu quattru a Peppino Malaga".
"Unn'è cosa tua", sentenzia il grande capo Ciccio bello, che sussurra sottovoce all'amico ispanico, "tutt'al più potrebbe essere cosa nostra".
Alla parola "cosa nostra" un gruppo di picciotti seduto in un angolo della villazza, fraintendendo, balza in piedi con la mano al petto, come se stessero suonando l'inno prima di una finale dei campionati mondiali dello sparare minkiate. Sono gli antichi retaggi di un gruppo di nostalgici di vecchie malandrinerie locali.
A rimproverarli è proprio il grande capo: "Ma che cabasisi iti facennu. Mi vuliti cunsumari? Eu avi na vita ca fazzu u fissa p'un paari u daziu. Davanti a mia sti pupazzate un si ponnu fari. Ma un lu sapiti ca peri peri ci sunnu giornalisti comunisti pronti a cunsumarini?. Hanno il diritto/dovere di raccontare ciò ch vedono e sentono", dice loro facendo sfoggia di littra e giurisprurenza.

Ad ubbidire immediatamente al grande capo sono le squo Centerbe.
Anche loro, come Lo Magistrato ispanico, sperano di entrare a far parte della ristretta tribù dei Cherookee mortillari, (che per intenderci sono chiddi ca caminano ca jeep) guidati dal grande capo Ciccio bello micio seduto, che per sé ha grandi progetti di nuove poltrone.

Le fanciulle non sono però le sole ad ubbidirgli. Poco distante c'è un gruppetto di aspiranti indiani Navajo. "I nostri padri per anni hanno preso ordini sutta a muntagna - spiegano in coro - e noi abbiamo geneticamente bisogno di una guida, di un capo tribù, e se fosse possibile, anche di un boss. Siamo ribelli solo a parole, ma sudditi per tradizione".
E dunque non si muoveranno finché il grande capo non avrà cambiato idea.

Lo sa bene lo sceriffo del villaggio Peppino Malaga, dalla pistola ancora fumante.
Anche lui ha al suo fianco un fedele scudiero: Diavolo Grappa, facciolo e grande esperto in pallunerie: "Questi clienti del saloon "La Tiziana" ci avevano rotto i cabasisi. Quando ci vedevano passare, non solo non si levavano il cappello, ma tenevano alto lo sguardo. Certe sere si sono messi pure a favuttiari me e lo sceriffo. Cosa ri pigghialli a timpuluna".
A rassicurare il suo fedele scudiero è Peppino Malaga: "Sono dei quaquaraquà scantulini. Se mi continuano a rompere le palle di ferro della fontana ci fazzu chiuiri cu na catina tutti i saloon e pura a villazza. Non lo hanno ancora capito che a Sanchosippuzzo dei Mortilli la legge sono io."


N.b Ogni riferimento a fatti, persone, belle o brutte, pistolere o obiettori, realmente esistenti è da considerarsi volutamente casuale e lo scopo è esclusivamente satirico. Quanti si riconoscono nei personaggi di questo racconto, che sono di pura fantasia, sono pregati di consultare un medico il prima possibile. Nell'attesa si consiglia di sospendere ogni assunzione di alcol o droghe, anche leggere

Ragazzi non fate gli indiani e alzate la testa.

Lo so bene che fra di voi ci sono tanti spiriti liberi che non hanno bisogno di sedicenti Guru, né di capi né di montagne da cui prendere ordini. Dovete solo dimostrarlo, non a me né ad altri, solo a voi stessi.

SALUTI DAL COSMO

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