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Categoria: Satira
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dal forum "Case vinicole e serate poco benefiche"
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Mi sa che avete interpretato male il senso della notizia. Si sa la grammatica italiana è cosa difficile.
Il titolo diceva chiaramente: “Il 18 giugno Serata tunisina di beneficenza all'osteria Calanesciâ€. Voi avete semplicemente confuso il senso della preposizione articolata “alâ€, che non indica il complemento di luogo (come voi pensavate), ma il complemento di termine. Certo si poteva dire meglio: “Serata tunisina di beneficenza in favore dell’osteria Calanesciâ€. Chiunque avrebbe capito. Ma si sa che sul web conta la rapidità della comunicazione. A costo di fraintendimenti.
INCIDENTE DIPLOMATICO CON TUNISI E GENOVA
Ma a capir male, oltre ai convitati invitati e avvitati alle sedie, sono stati pure quelli dell’ambasciata tunisina a Panormus, che sembra siano ancora incazzati neri: “Questa è diffamazione –ha commentato l’ambasciatore - figlia di un vecchio pregiudizio che vorrebbe far passare per morti di fame noi tunisini da tempo affrancati e arricchiti. SEMU TURCHI,e NO TIRCHI!â€.
Proteste sono giunte anche dalla Liguria. Sembra che il sindaco di Genova, considerato il magro ricavato, abbia rivendicato con orgoglio l’organizzazione della serata e abbia proposto di ristampare tutti i manifestini col titolo: “Serata genovese di beneficenzaâ€. Poi però, quando i suoi concittadini hanno saputo che ci volevano anche un centinaio di euro per ristampare tutti i manifesti, ha cambiato idea. E poi diciamocelo: chi ci avrebbe mai creduto ai genovesi che fanno beneficenza?! Il titolo dunque è rimasto invariato. Così fra un rumore di unghie sugli specchi ed una annacata di ventre, qualcuno ha tentato di dare una spiegazione socio-antropologica: In realtà il ricavato per la beneficenza era di circa 2 mila euro. Ma si sa che nel mondo arabo è prassi mercanteggiare sui prezzi. Così, fra un tira e molla e una fumata di narghilè, si è giunti a 200 euro. Affare fatto. E ‘nto culu a beneficenza. Gli usi e i costumi sono più importanti. Si sa. E anche le tradizioni. Già perché non è la prima volta che alla fine di una mangiata spunta, come dicono i panormiti, “a curaâ€.
INCIDENTE DIPLOMATICO CON FEDERICO II
L’anno scorso ad incazzarsi, durante una serata alla Calanesci, era stato perfino lo Stupor mundi in persona, che si era dovuto assuppare, durante una notte di luna piena (l’ultima… grazie a Dio), gli insopportabili ululati di una finta principessa araba originaria di Licata, la quale, piuttosto che dargliela, ha preferito “iccarisi ru pizzuâ€. E devo dirvi che è stata la parte più bella della serata. Deluso e arrapato come un mandrillo tradito, Federico II aveva deciso di bere per dimenticare il “palo†preso in pieno petto. Così per affogare il diniego di Ibbina decide di bere. Aveva letto che c’era una degustazione di pietanze arabe-normanne a spese di sua eccellenza Cappiddazzu al Turismo. “Ratimi un bicchieri ri vinuâ€, disse nel dialetto in cui tutta la sera lo avevano costretto a recitare. “Mi dispiace è finitoâ€, gli risponde sconsolata una delle discendenti delle sue graziuse ancelle. “Mi pigghi pi u culu, pozzu capire ca finiu a porchetta e ca si manciaru tutti i fasola, ma no ca finiu u vinu?â€, disse poco regalmente lo Stupor mundi, più stupito che mai. Ma alla fine se ne fece una ragione: “Cà è tuttu chinu ri vutti, ma né si vivi né si futtiâ€.
“C’è cu futti, un ti scantari e c’è cu appizza la furchetta pi manciari!â€, gli sussurrò, miracolosamente, il servo muto. Che subito tornò a tacere.
E pure voi avete perso la parola?
N.B. Come sempre ogni riferimento a beneficenze vere o presunte è puramente casuale. Così come i riferimenti a Federico che arriva 2° e alla Luna che arriva per ultima. Non si offendano né cantine né osterie, incolpevoli teatri di commedie e tragedie (non le mie, ovviamente). E non me ne vogliano infine né gli amici tunisini né quelli genovesi. Sappiano che li ho affettuosamente tirati in mezzo solo per tentare di strappare un sorriso da una vicenda squallidamente triste.
P.s CURIOSITA’
Sembra che, alla luce di quanto raccontato, i giovani del locale partito cattolico guelfo bianco, da tempo impegnati in un corso di etica e gestione della cosa pubblica, abbiano subito chiesto di avere come docenti gli organizzatori delle serata alla Calanesci. “Certi saperi – hanno detto – vanno tramandatiâ€.
Saluti dal Cosmo