Valle Jato

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I HAVE A DRINK


I HAVE A DRINK

I recenti fatti di cronaca vallejatina mi hanno spinto a virare la prua della mia astronave verso le rotte dei cieli siculi. Vi confesso che da mesi mi sono trasferito in Grecia, dove impazza la rivolta. Uno dei miei idoli è Kanellos, quel canuzzo che è sempre in prima fila durante gli scontri di piazza. Dalle vostri parti invece manco un cane c'è pronto a ribellarsi veramente. Capite perché preferisco la Grecia?


Pure nei fatti delinquenziali lasciate a desiderare. Un esempio?
In Sudamerica, altra mia meta preferita, a gestire quello schifo del traffico di droga è una modella strafiga di 31 anni di nome Angie. Voi chi avevate? Birrichì e Jatiddu? Vi devo spiegare altro?

Ma siccome ValleJato è nel mio cuore, soprattutto Sanciopirrello, ho deciso di tornare.
Ho ritenuto interessante la vicenda dell'ordinanza del sindaco che vieta di appuzzarsi nei cannoli dell'acqua corrente. Così come la lite fra i vecchi compari di Fuitina.

Ricerche, appostamenti e intercettazioni mi hanno fatto scoprire particolari interessanti, che un po' per volta vi racconto:
Si dice, ad esempio, che tale Minicu Giacometti e Vice u Possessivu, redivivi acqualori, siano stati visti salire, notte notte, al bottino dove avrebbero allurdato l'acqua. In paese scatta l'allarme e pure l'abbanniata: "Attintati, attintati un biviti acqua ca v'avvilinati". Si dice che dentro il buttinu sia stato trovato di tutto: "surci morti", "atti m'briache" e pure "ossa ri cristiani".

Nell'acqua invece pare ci sia solo antikkia di fango. Niente in confronto a quello che gira per le vie dl paese. Tanto basta però per far schifiare pure Lucianu u n'grasciatu, abituato da anni a biviri nno cAto. Così pure lui corre al supermercato a comperare bottiglie d'acqua minerale. Non è il solo. Per settimane gli affari degli untori vanno a gonfie vele.
Nel frattempo così la società acqualora, quella autorizzata, ripulisce tutto e comunica che l'acqua è di nuovo buona. Ma il divieto rimane. E in una rara intercettazione (quando ancora si potevano fare) si sentono i due untori dire a Giancamomilla: "Fatti i fatti tuoi. Un diri nenti. Futtitinni".

"Ma non è giusto ingannare i miei concittadini", sbotta Giacamomilla, con un impeto di stizzito orgoglio. "Pikkì è a prima vota", gli fa notare sornione Vicè u Possessivu. A fargli eco è Giacometti che è talmente freddo che beve acqua e caca cubetti.

Dunque l'acqua non ancora buona. Per bere bisogna dare la funcia ai novelli acqualori. Gli stessi che, zitto tu e zitto io, s'ammuccaru un capannone all'area artigi-anale. Non sono i soli, però. Perché pare che la suddivisione facesse parte delle offerte non pubblicizzate del Giancamomilla discount. Così uno va ai detersivi Guerrapersa, l'altro agli acqualori e un altro ancora diventa malaseno di trattori. Tutti contenti? Neanche per sogno!

Mentre passo con la mia astronave da contrada Bassetto assisto ad una specie di tragedia di shakespeariana memoria: sento Giovanni Bronte che urla come Otello u Vitellu: ha sorpreso i due compari, Peppe Paprika ed Enzu Sambuchini, mentre si vasano dentro un capannone. Complice forse qualche bottiglia di vino nero d'Avola e Cataratto, i due sembrano rapiti da un diabolico amplesso dionisiaco. "Traditori", urla Bronte. "Va faciti ammucciati ca rintra e un mi riciti nenti". Scoppia l'inferno. Bronte sembra impazzito. Gli vuole cavare gli occhi a quello che un tempo chiamava fratello. La zuffa è furibonda. I due si assicutano come due cani che si muzzicano la coda. Finiscono nella vicina cantina, un tempo teatro di grandi amori.

Ma l'inseguimento continua e giunge fino a corso Trento. Dove un incredulo Giancamomilla non riesce a riportare la calma. "I truvavu - gli racconta un infuriato Bronte - ca sa facianu rintra un capannuni. Eccali fora". Ormai fra i i compari di un tempo è guerra aperta.
I due, Bronte e Paprika, ovunque passano lasciano ormai solo macerie. Sono i cocci di un squallido matrimonio di interessi tradito dentro un polveroso capannone, fra bottiglie di cocacola, trattori e detersivi per cessi.

N.b. Come sempre, ogni riferimento a capannoni, bottini, acqualori untori e tradimenti realmente esistenti è da considerarsi volutamente casuale. Era un po' che non si kazzeggiava sul serio!!

Lo sappiamo che a sporcare le falde sono state le piogge di questo inverno. Ma, in Sicilia, ci sono tanti altri modi di allurdare l'acqua.

Saluti dal Cosmo

Â

di Capitan Harlock » 03/06/2010, 15:35

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